Archivio preunitario del Comune di Monsummano (s.d.)
Complesso Di Fondi
3.362 unità archivistiche collegate (totale del complesso)INTRODUZIONE
L'archivio preunitario del comune di Monsummano Terme, che si configura come un insieme di fondi di diversa provenienza topografica ed istituzionale, costituisce un interessante esempio di quella "complessa realtà archivistica" a cui faceva riferimento Filippo Valenti [1] nel mettere a punto alcuni punti deboli degli ormai classici concetti dell'archivistica teorica di Giorgio Cencetti. Questa è infatti una documentazione che riflette la vita non di uno, ma di più enti, le cui carte, per una serie di vicende storiche ed istituzionali, subirono un processo di concentrazione, ma poi anche di dispersione, per certi versi alquanto singolare.
L'archivio comprende in primo luogo le carte degli antichi comuni di Monsummano e di Montevettolini, poi riuniti nel 1775 nella comunità delle Due Terre [2], la cui documentazione comincia, rispettivamente, nel 1331, subito dopo la sottomissione a Firenze [3], e nel 1393. Comprende poi gli atti della cancelleria di Montecatini, in cui erano confluite le carte prodotte dai notai o cancellieri di Monsummano e di Montevettolini prima dell'istituzione, nel '600, della cancelleria unica con sede a Montecatini.
La distinzione fra archivi dei comuni ed archivi dei cancellieri dovette essere a lungo poco chiara, sia perchè istituzionalmente la figura del cancelliere era tutta interna alle istituzioni comunali, da cui dipendeva interamente, sia perchè le sue funzioni lo caratterizzavano soprattuttto come notaio ed attuario del comune, per il quale doveva redigere i partiti e rilasciare copie di atti pubblici. Ma, dapprima l'istituzione del cancelliere "fermo", nominato dai Nove Conservatori allo scopo di controllare le entrate e le uscite delle comunità, e quindi direttamente dipendente dal centro [4], la concentrazione poi in un'unica cancelleria degli affari prima trattati presso le diverse comunità, dovettero favorire una maggiore distinzione concettuale fra i due tipi di archivi.
L'archivio comprende infine gli atti civili e criminali dei giusdicenti, podestà e loro ufficiali, di Monsummano, di Montevettolini e di Montecatini. Essendo anche archivista del comune, con l'obbligo, già previsto nell'"Instruzione da darsi alli cancellieri del distretto" del 16 maggio 1575 [5], di inventariare e "diligentemente custodire e salvare" tutte le "scritture pubbliche", il cancelliere finì per essere il depositario anche degli atti non più di uso corrente dei giusdicenti. Così, in occasione del "vero e proprio censimento archivistico" promosso dall'auditore Pompeo Neri nel 1746 per "assumere notizie sulla consistenza e sul contenuto degli archivi" [6], l'ufficiale di Montecatini Giovanni Nicola Ronchi dichiarò, nella sua "Nota di tutte le scritture, statuti, lettere, leggi, bandi etc. che si ritrovano nel presente nel banco di Monte Catini" [7], di tenere presso di sè soltanto un libro di statuti di Montecatini, un libro di pegni ancora di uso corrente, un antico "libro di suppliche manoscritto molto difficile da intendersi" e libri vari di bandi, ordini ed istruzioni. Invece dalle "risposte" inviate nella medesima occasione dal cancelliere Claudio Giovacchini [8] risulta che nella cancelleria erano raccolti, oltre all'archivio del comune di Montecatini, anche atti dei comuni di Monsummano e di Montevettolini, "filze di negozi e lettere, che vengano spediti a ciascun cancelliere" e gli atti dei giusdicenti relativi alle tre località, fino a quelli dell'anno precedente.
Con l'istituzione della comunità delle Due Terre, le carte del comune di Montevettolini furono trasferite all'archivio del comune di Monsummano [9], ponendo così fine all'esistenza in Montevettolini di un archivio comunitativo separato. Dal 1776 non furono più redatti atti civili separati per le due cominità riunite, come si era fatto fino ad allora, nonostante la concentrazione delle podesterie locali nella medesima podesteria di Montecatini. Nel 1784 poi si diede inizio alla serie unica di filze per le tre comunità. Durante il periodo in cui la Toscana fu annessa all'impero francese, gli atti giudiziari furono trasferiti presso il tribunale di prima istanza di Pisa [10], ma successivamente furono ricondotti alla cancelleria di appartenenza. Tuttavia in quell'occasione si verificarono delle dispersioni di pezzi, che si riflettono nelle lacune registrate negli inventari della cancelleria fino al 1841. Inoltre il 13 febbraio 1809 era stato ordinato ai "maires" di adoperarsi perchè i documenti delle comunità capoluogo fossero dapprima separati dalla restante documentazione compresa negli archivi delle cancellerie comunitative soppresse e poi ritirati dalle comunità stesse [11]. La disposizione non dovette produrre conseguenze sulla sistemazione dell'archivio, così che la documentazione dei "maires" risultò ancora collocata, senza distinzioni archivistiche, insieme con quella dei cancellieri nella medesima serie di "lettere e negozi".
Deciso nell'ottobre 1833, il trasferimento di sede della podesteria e della cancelleria comunitativa da Montecatini a Monsummano Basso, che era ormai il centro principale della comunità delle Due Terre [12], fu effettuato nel corso dell'anno successivo [13]. I due uffici sarebbero rimasti a Monsummano fino alla loro soppressione, rispettivamente nel 1848 e nel 1865.
Nel 1841, avendo il cancelliere constatato che, in seguito ai trasferimenti subiti dalle carte, l'inventario non corrispondeva più alla realtà dell'archivio e che alcune filze di contratti erano state "disfatte per separare quelle che appartenevano alle rispettive comunità e luoghi pii" [14], fu intrapreso un notevole lavoro di riordinamento del già cospicuo archivio custodito nella cancelleria, che diede luogo alla redazione di un nuovo voluminoso inventario, in cui tutta la documentazione fu divisa non più con un criterio topografico, ma grosso modo in base a suddivisioni che si volevano corrispondenti agli archivi delle istituzioni, da cui provenivano i documenti. Pertanto, considerante definitive ed irreversibili le lacune dovute alla dispersione del materiale nel periodo francese, fu data una nuova numerazione ai documenti e si cercò di dare un ordinamento anche a materiale rimasto privo di legatura. Più complessi e radicali lavori di ricondizionamento e di riordinamento furono intrapresi a partire dal 1858 su richiesta dello stesso cancelliere comunitativo, che, con un rapporto del 13 giugno di quell'anno, aveva fatto presente la necessità di restaurare 150 filze di atti criminali e civili, gli antichi libri dei partiti delle comunità ed i campioni dei livelli. I lavori, cominciati nell'ottobre 1858, e più volte sospesi, furono portati a termine nel 1860 e condussero anche stavolta alla redazione di un nuovo inventario. Durante questi lavori, nel corso dei quali furono anche rilegate le filze del carteggio dei gonfalonieri e quelle dei cancellieri, il cancelliere fece presente di aver individuato addirittura "una gran parte di codici e documenti che sciolti e confusi ritrovai nascosti alla vista del pubblico nell'interno degli scaffali". In un successivo rapporto del settembre 1860 spiegò anche che "il sistema praticato nel riordinamento dei volumi, filze e documenti, è stato quello di classare i medesimi per grandi categorie, non senza suddividere ciascuna di esse in categorie secondarie, e sempre materia per materia".
Soppressa la cancelleria nel 1865, in seguito all'unificazione amministrativa del Regno, l'archivio fu diviso, non senza una lunga vertenza anche di natura legale, fra le comunità di Monsummano e di Montecatini.
Con criteri piuttosto sommari si cercò quindi di separare tutta la documentazione riguardante Montecatini, esclusi gli atti giudiziari, anche ricorrendo allo scioglimento delle filze dei negozi dei cancellieri, con la conseguenza che l'archivio fu smembrato, cospicuo materiale rimase in uno stato di confusione e l'ordinamento dato alla documentazione appena qualche anno prima ne risultò completamente sconvolto. Si verificò inoltre che, anche per il modo in cui fu effettuata l'operazione, documenti relativi a Montecatini rimasero nell'archivio di Monsummano, mentre altri riguardanti Monsummano e Montevettolini furono portati a Montecatini. Il materiale così prelevato andò a costituire l'archivio del comune di Montecatini che attualmente dispone di un inventario sommario dattiloscritto del 1969 [15]. Per la documentazione rimasta a Monsummano fu poi steso un inventario nel 1875 che, a divisione ultimata, rispecchiò la nuova realtà dell'archivio, registrando le lacune nuovamente determinatesi. Occorre pertanto tener conto della complementarietà reciproca degli archivi dei due comuni, in primo luogo per la documentazione relativa alla cancelleria. In particolare è utile segnalare che nell'archivio del comune di Montecatini ci sono memorie di contratti, saldi della tassa sul macinato, sindacati dei camarlinghi e inventari di arredi e di documenti della cancelleria e della podesteria dal 1636 al 1785.
Dell'archivio, ma solo dei documenti anteriori all'anno 1600, diede notizia nel 1894 Demetrio Marzi, che, oltre ad offrire un'illustrazione del contenuto, ne pubblicò anche un "catalogo" [16]. Notizie essenziali ed elenchi sommari furono pubblicati in seguito a cura di Pietro Magrini nel 1956 [17] e da Giulio Prunai nel 1963 [18]. Lo stesso Magrini intraprese negli anni '60 un paziente lavoro di schedatura, ma il riordinamento non giunse mai a compimento. È però il caso di notare che esso prevedeva la sistemazione di tutta la documentazione nelle due grandi sezioni degli atti delle podesterie, da una parte, e di quelli del comune di Monsummano "con i fondi ad esso aggregati", dall'altra, e con un'unica numerazione progressiva" [19]. Più recentemente, delle vicende dell'archivio ha scritto Natale Rauty, che, nell'offrire un'illustrazione generale della documentazione, si è soffermato in particolare sugli statuti del comune di Monsummano del 1331 e del 1372 [20].
Per il riordinamento ci si è proposto in primo luogo di far sì che l'archivio potesse riflettere, piuttosto che un'identità statica, e perciò astratta, degli enti che hanno prodotto o raccolto la documentazione, la vita, invece, soprattutto istituzionale, di quegli enti, insieme con le vicende specificamente archivistiche che hanno via via interessato i diversi complessi documentari, contribuendo a determinare la struttura dell'archivio. In particolare si è tenuto conto perciò delle modalità, sempre connesse a necessità funzionali ed a schemi culturali, con cui quelle istituzioni provvidero alla tenuta degli archivi ed alla conservazione, tramite quelli, della propria memoria.
Si è posto poi il controverso problema se riconoscere alle carte della cancelleria una loro autonomia, considerandole un archivio a sè stante, distinto da quelli delle comunità, ed eventualmente quali serie attribuire loro. Proprio per aderenza alla realtà storica, si è deciso di costituire, evitando in tal modo che si operassero forzature sui documenti, un archivio dei cancellieri comunitativi, in ciò concordando con le considerazioni espresse sull'argomento da Augusto Antoniella nell'introduzione all'inventario dell'archivio preunitario del comune di Montevarchi [21]. In questa struttura archivistica si sono raccolti, non i documenti prodotti dai cancellieri nell'esercizio delle loro funzioni di notai e attuari del comune, ma gli atti connessi alla loro attività di organizzazione della memoria delle comunità, dai libri di ricordi, necessari per stendere poi le provvisioni, alla corrispondenza, ai copialettere, e gli atti relativi a tutte le comunità dipendenti dalla cancelleria, derivanti dalle competenze dei cancellieri in quanto funzionari periferici dello Stato, addetti al controllo del funzionamento delle amministrazioni locali ed alla loro assistenza. In particolare si è attribuita all'archivio dei cancellieri la cospicua, e inizialmente molto dispersa, documentazione relativa alle varie imposizioni, i cui introiti fossero destinati alle casse regie e per le quali il cancelliere aveva la responsabilità di dover predisporre i dazzaioli da consegnare al camarlingo per la riscossione delle somme dagli abitanti indicati nei rispettivi reparti.
Per il riordinamento dell'archivio dei cancellieri comunitativi si è dovuto affrontare anche la difficoltà costituita dalla presenza di una notevole quantità di materiale sciolto e in grave stato di confusione, che i riordinamenti operati in passato non erano valsi a ricomporre e di cui si è ritrovata traccia nella relazione del cancelliere Giovacchini del 1746 e negli inventari di cancelleria fino a quallo del 1841. Per questa documentazione si è dovuto provvedere quindi ad una schedatura foglio per foglio, da cui è risultato che il materiale era in massima parte costituito dal carteggio dei cancellieri e dagli atti criminali di Montecatini del secolo XVI.
All'archivio dei cancellieri infine si è scelto di dare una struttura unitaria, lasciando riuniti i documenti degli antichi cancellieri dei tre comuni con gli atti della cancelleria unica, in cui quelli erano incorporati, fino a costituire un unico complesso documentario.
Anche all'archivio dei giusdicenti si è restituita la fisionomia che aveva assunto con la costituzione della podesteria unica di Montecatini. Perciò, per non isolare gli atti delle singole podesterie precedenti, si sono disposti, come negli inventari del secolo scorso, gli atti criminali di Monsummano e di Montecatini a seguito degli atti civili delle rispettive località fino al 1776, in modo che non interrompessero la continuità di quella serie. Si è poi dato un ordinamento unitario, pur evidenziando la distinzione dei banchi di provenienza, alle filze degli atti civili delle due località minori della podesteria, Monsummano e Montevettolini, che, per l'applicazione da parte del cancelliere del criterio cronologico, invece di quello della provenienza, nella conservazione dei documenti, risultavano sistemate insieme già negli inventari preunitari.
Per gli atti degli anni 1808-1814, facendo proprio un orientamento via via affermatosi fra gli archivisti [22], si sono individuati gli archivi della "mairie" e della "giudicatura di pace", in considerazione sia della diversa articolazione istituzionale che quei documenti riflettono, sia della nuova particolare fisionomia che la documentazione assume nel cosiddetto "periodo francese".
Per la distinzione fra archivio preunitario ed archivio postunitario, si è preferito non considerare rigidamente il 1865 come anno di demarcazione, per non dover sempre dividere le serie o addirittura alcune buste di documenti sciolti in corrispondenza di quella data. Piuttosto si è di volta in volta valutata l'appartenenza o meno della documentazione al periodo granducale o a quello unitario.
L'inventario pertanto risulta articolato in due sezioni principali. La prima, costituita dagli archivi delle comunità e dei cancellieri comunitativi, comprende la documentazione più antica relativa ai comuni di Monsummano e Montevettolini, l'archivio della comunità delle Due Terre, gli atti della banca del danno dato di Montecatini, l'archivio dei cancellieri comunitativi fino al periodo francese, l'archivio della "mairie" e infine gli archivi della comunità di Monsummano e della cancelleria di Montecatini, poi di Monsummano, fino al 1865, seguiti dalle carte del circondario di Monsummano. La seconda sezione, costituita invece dalla documentazione dei giusdicenti, comprende le tre serie degli atti civili di Monsummano, di Montevettolini e di Montecatini, con gli atti criminali di Monsummano e Montecatini, a cui fa seguito la serie degli atti civili unificati dal 1784, che, seguita dagli atti amministrtativi della podesteria e dagli atti della giudicatura di pace di Montecatini degli anni 1808-1814, prosegue poi fino al 1846, unita con una breve serie di atti di polizia e con la raccolta di leggi e bandi della podesteria. A conclusione di ciascuna sezione si trovano pochi documenti provenienti da altre comunità.
Dal riordinamento presente si è esclusa la documentazione, comprendente atti di opere pie, e in particolare dell'Opera di S. Maria di Montevettolini e del Pio Legato Bargellini dal sec. XVI al sec. XX, atti della Deputazione del fiume Nievole del sec. XIX [23], ed alcune buste degli atti di corredo ai rendiconti delle Regie Terme di Montecatini dal 1845 al 1849, che sarà presumibilmente riordinata contestualmente all'archivio postunitario del comune di Monsummano, di cui è già stata avviata la schedatura.
Per il presente lavoro, che ha richiesto, per la notevole consistenza del materiale documentario e per la sua complessità archivistica, ben tre anni e mezzo per la sua realizzazione, un doveroso ringraziamneto va alla dott.ssa Sandra Pieri che, come funzionaria della Soprintendenza Archivistica della Toscana, ha seguito tutte le fasi del lavoro, al comune di Monsummano Terme, e in particolare alla sig.na Barbara Ammendola, e all'Amministrazione Provinciale di Pistoia.
[1] F. Valenti, A proposito della traduzione italiana dell'"Archivistica" di Adolf Brenneke, in Rassegna degli Archivi di Stato, 1969, pp. 443-444.
[2] Regolamento per la Comunità delle Due Terre del 23 gennaio 1775 (Bandi e ordini, VII, n. XXVII).
[3] La sottomissione del comune di Monsummano, decisa in una riunione del parlamento generale del comune del 30 ottobre 1331, fu poi ratificata il 4 novembre successivo. Il 22 novembre dello stesso 1331 la dominante emanò i capitoli che contenevano le condizioni dell'accordo. Anche la sottomissione di Montevettolini ed i relativi capitoli portano rispettivamente la data del 4 novembre e del 22 novembre 1331 (I capitoli del Comune di Firenze. Inventario e Regesto, tomo I, Firenze, 1866). Per quanto riguarda le vicende storiche relative al territorio delle comunità di Monsummano, Montevettolini e Montecatini, si segnalano i seguenti studi: A. Zuccagni Orlandini, Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana, Firenze, Stamperia granducale, 1831 (ristampa anastatica, Firenze, Federazione delle casse di risparmio della Toscana, 1974), tavola XII. Repetti, III, pp. 258-263 (Monsummano), pp. 556-557 (Montevettolini), pp. 351-363 (Montecatini). Pietro Leopoldo D'Asburgo Lorena, Relazioni sul governo della Toscana, a cura di A. Salvestrini, vol. II, Firenze, Olschki, 1970. In particolare si vedano le seguenti parti: Relazione di S.A.R. sopra la sua gita nella Val di Nievole de' 16 ottobre 1772, pp. 242-248; Relazione di S.A.R. della sua gita in Val di Nievole e Pisa del mese di agosto 1780, pp. 506-509; Gita fatta a Pistoia, Pisa e Val di Nievole nel mese di settembre 1782, pp. 550-559; Relazione di S.A.R. nel suo viaggio da Pisa a Buggiano nel dicembre 1785, pp. 566-574. N. Andreini Galli, La grande Valdinievole, Firenze, Vallecchi, 1970, pp. 139-189. E. Di Cara - F. Gattini - G. Lisi, Le trasformazioni economico-territoriali della Valdinievole dal secolo XVIII alla seconda guerra mondiale, in I beni culturali della Valdinievole: studi e contributi, Firenze, EDAM, 1978, pp. 134-177. Una politica per le terme: Montecatini e la Val di Nievole nelle riforme di Pietro Leopoldo. Atti del Convegno di studi, Montecatini Terme, Siena, Periccioli, 1985. In particolare si vedano i seguenti contributi: E. Fasano Guarini, Il territorio della Valdinievole alla vigilia delle bonifiche leopoldine, pp. 11-29; M. Della Pina, Forme degli insediamenti e distribuzione della popolazione nella Valdinievole in età moderna, pp. 30-49; L. Rombai, La bonifica della Valdinievole nell'età leopoldina. Dal controllo 'contingente' delle acque alla 'bonifica integrale', pp. 50-65; L. Conte, Proprietà fondiaria e forze produttive in Val di Nievole alla fine del XVIII secolo, pp. 66-109; A. Contini, Ceto di governo locale e riforma comunitativa in Val di Nievole, pp. 240-275. N. Rauty, Monsummano dalle origini all'età comunale, Pistoia, Società pistoiese di storia patria, 1989 (Quaderni del territorio pistoiese/8).
[4] E. Fasano Guarini, Potere centrale e comunità soggette nel Granducato di Cosimo I, in Rivista storica italiana, 1977, fasc. III-IV.
[5] A.S.F., Nove Conservatori, n. 3595, cc. 1-6.
[6] G. Prunai, Gli archivi storici dei comuni della Toscana, in Quaderni della "Rassegna degli Archivi di Stato", 22, 1963, p. 18.
[7] A.S.F., I.R. Consulta, n. 461, cc. 215r-221r.
[8] Ibid., cc. 225r-230v.
[9] "Furono levati da quell'archivio tutti i libri che vi esistevano, e quant'altro, che apparteneva a quella cancelleria, e trasportati in Monsummano, e riposti nell'archivio della cancelleria di detto luogo, previo l'inventario de' medesimi libri" (A.C.M., Comunità e cancellieri, n. 407, deliberazione del 20 ottobre 1775).
[10] Ordinanza della Giunta di governo per la Toscana del 5 settembre 1808 (Bollettino delle leggi, III, p. 191).
[11] Circolare ai maires del dipartimento sulla separazione degli archivi delle comunità, del 13 febbraio 1809 (Raccolta degl'atti della prefettura del dipartimento dell'Arno, Dal primo gennaio al 31 dicembre 1809, Firenze, Guglielmo Piatti, 1809).
[12] Cresciuto intorno alla grande Chiesa della Madonna della Fontenuova, fondata nel 1602, Monsummano Basso aveva raggiunto un sempre maggior rilievo demografico rispetto al castello di Monsummano Alto (Repetti, cit., p. 263; M. Della Pina, Forme degli insedimanti e distribuzione della popolazione nella Valdinievole in età moderna, cit., p. 47).
[13] Lettera della Camera di soprintendenza comunitativa al cancelliere di Montecatini del 23 agosto 1833 (A.C.M., Comunità e cancellieri, n. 1202, c. 441 e c. 475). È curioso notare che solo per il trasferimento dell'archivio della cancelleria furono necessari ben quattordici "viaggi di barroccio".
[14] A.C.M., Comunità e cancellieri, n. 818, deliberazione del 1 febbraio 1841.
[15] Per indicazioni sulle serie documentarie che costituiscono l'archivio preunitario del comune di Montecatini Terme si rimanda alla guida Gli archivi comunali della Provincia di Pistoia, a cura di E. Insabato e S. Pieri, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1987, pp.48-51.
[16] D. Marzi, Notizie storiche di Monsummano e Montevettolini dai documenti dell'archivio nuovamente ordinati, Firenze, 1894.
[17] Notizie degli archivi toscani, Archivio storico italiano, 1956.
[18] G. Prunai, Gli archivi storici della Toscana, cit., pp. 318-319.
[19] Comune di Monsummano Terme, Relazione dell'ispezione effettuata dal dott. Renzo Ristori all'Archivio comunale di Monsummano Terme (Pistoia) il giorno 10 gennaio 1961, del 12 gennaio 1961.
[20] N. Rauty, L'archivio del Comune di Monsummano Terme, in Atti del convegno su archivi della Valdinievole e storia locale (Buggiano Castello, 1895), Buggiano, Comune di Buggiano, 1986, pp. 81-89.
[21] A. Antoniella, L'archivio preunitario del comune di Montevarchi; inventario a cura di A. Antoniella e L. Borgia, Firenze, Giunta Regionale Toscana - La nuova Italia, 1982, pp. XVI-XVIII.
[22] Si vedano in proposito le considerazioni espresse da Augusto Antoniella nell'introduzione all'inventario dell'archivio preunitario del comune di Montevarchi, cit., p. XVIII, e, oltre a quest'ultimo i seguenti lavori archivistici: E. Insabato e S. Pieri, Inventario dell'archivio preunitario di Carmignano, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1983; C. Fantappiè, L'archivio storico del comune di Montemurlo (1387-1943), Prato, Società pratese di storia patria, 1983; C. Fantappiè, Inventario dell'archivio storico comunale di Lastra a Signa (1531-1944), Firenze, All'Insegna del Giglio, 1987.
[23] Le carte di questi enti sono in gran parte unite con la documentazione postunitaria del comune di Monsummano Terme.
AVVERTENZE PER LA CONSULTAZIONE
Per la descrizione delle singole unità archivistiche sono stati usati i seguenti criteri:
- La data dei documenti si è riportata secondo lo stile moderno. Quando la datazione di un documento era effettuata secondo uno stile diverso da quello dell'incarnazione fiorentina, che faceva cominciare l'anno il 25 marzo, si è indicato in nota lo stile seguito, che è poi quello della natività, in base al quale l'anno cominciava il 25 dicembre. Eventuali ricostruzioni di date sono indicate fra parentesi quadre. Per l'indicazione dei mesi si sono usate abbreviazioni.
- Nella descrizione del documento si sono riportati in genere solo i nomi degli ufficiali indicati su di esso, rinviando eventualmente agli altri documenti descritti nell'inventario, per il reperimento degli elementi mancanti.
- Le lacune nelle citazioni di parti del documento sono segnalate con tre puntini consecutivi. Elementi delle parti citate, considerati superflui nel contesto in cui sono riportati, si sono omessi, segnando al loro posto tre puntini chiusi fra parentesi tonde. Eventuali nomi o cognomi illeggibili sul documento si sono segnalati con la dicitura ill.
- Le lacune riscontrate nelle serie documentarie sono segnalate mediante tre puntini di separazione tra le unità archivistiche.
- Accanto all'attuale numerazione è riportato, entro parentesi tonde, il numero o i numeri corrispondenti alle numerazioni precedenti.
- Di ogni unità documentaria si è segnalato, dopo il condizionamento esterno, il numero delle carte solo quando queste erano numerate, ma senza tener conto delle carte bianche che fanno seguito al testo scritto. Inoltre si è segnalato lo stato di conservazione degli atti dei giusdicenti, corrispondente a mediocre, cattivo, pessimo.
Sempre per la descrizione delle unità documentarie sono state usate le seguenti abbreviazioni:
all. = allegato
c. - cc. = carta, carte
cart. = cartacea
leg. perg. = legato in pergamena
leg. mezza perg. = legato in mezza pergamena
membr. = membranacea
p - pp. = pagina, pagine
reg. - regg. = registro, registri
s.d. = senza data
Si dà inoltre, di seguito ed in ordine alfabetico, l'esatta indicazione bibliografica delle opere citate con maggior frequenza, a fianco della forma abbreviata con la quale compaiono nel testo.
A.C.M.
= Archivio del comune di Monsummano
A.S.F.
= Archivio di Stato di Firenze
Sigle degli archivi:
A.C.M. = Archivio del comune di Monsummano A.S.F. = Archivio di Stato di Firenze
Atti del R. Governo della Toscana
= Atti del R. Governo della Toscana, raccolti per ordine cronologico e sommario dei medesimi, dall'11 maggio 1859 al 25 marzo 1860, Firenze, 1859-1860.
Bandi e ordini
= Bandi e ordini da osservarsi nel Granducato di Toscana, voll. 1-66, Firenze, 1747-1859.
Bollettino delle Leggi
= Bollettino delle leggi, decreti imperiali e deliberazioni della Giunta di Toscana, pubblicate nei dipartimenti dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo, voll. I-XVIII, Firenze (1808-1811).
Cantini
= Legislazione Toscana raccolta e illustrata dal dottore Lorenzo Cantini socio di varie accademie, etc., tomi I-XXX, Firenze, 1800-1807.
Repetti
= Dizionario geografico fisico storico della Toscana, compilato da Emanuele Repetti, voll. 1-6, Firenze, 1833-1845.
Elenco dei cancellieri comunitativi della cancelleria di Montecatini, poi di Monsummano, dal 1689 al 1861
I dati sono stati desunti dai documenti compresi nel fondo. Pertanto, in mancanza di indicazioni sul titolare della carica, si è indicato il nome del coadiutore di cancelleria di cui risulta la firma.
1686-1690
Benedetto Puccini
1691-1701
Antonio Querci
1702-1704
Giovanni Giuseppe Querci
1705-1707
Angelo Calvi
1708-1724
Giovanni Pietro Panicacci
1725-1731
Francesco Durazzi
1732-1741
Giovanni Pandolfini
1742-1743
Giuseppe Franchi
1744-1745
Filippo del Poggio
1746-1747
Claudio Giovacchini
1748-1755
Stefano Pittoreggi
1756-1759
Niccolò Cerchi
1760-1769
Francesco Incontri
1770-1773
Giuseppe Maria Fantini
1774-1775
Francesco Martinelli (coadiutore)
1776
Giuseppe Maria Piccioli
1777
Francesco Bertini
1778-1784
Giovanni Carlo Massi
1785-1788
Francesco Lupi
1789
Giovacchino Arcangioli (sottocancelliere)
1790-1793
Filippo Casanuova
1794
Roberto Baldassarre Della Nave
1795-1798
Gaetano Protonotari
1799-1800
Biagio Mozzini
1801
Luigi Baldini
1802-1803
Felice Gamucci
1804-1806
Luigi Lodovico Giovacchini
1807-1808
Lodovico Eredi
1815-1819
Leopoldo Rossi
1820-1821
Luigi Guidoni
1822-1823
Angelo Gilles (sottocancelliere)
1824-1830
Gaetano Bastianoni
1831-1832
Vincenzo Arzeni
1833-1834
Antonio Della Nave
1835-1837
Giovanni Battista Giovacchini
1838-1840
Mino Aurelio Mini
1841-1842
Gaetano Reali
1843-1847
Girolamo Bandini
1848-1850
Filippo Pittoreggi
1851-1857
Carlo Bartolini
1858-1861
Antonio Meazzini
Link risorsa: https://archivio.comune.monsummano-terme.pt.it/fonds/21699